lunedì 11 novembre 2013

Dozza, meraviglie dietro l'angolo di casa



Non avrei mai pensato di rimanere incantata da luoghi così vicini a casa.
Dozza è un piccolo borgo sulle colline tra Imola e Bologna.
Ogni mattina mentre guido verso l'ufficio vedo la Rocca sulla cima della collina e, considerando che i turisti arrivano dall'estero per visitarla, è praticamente inaccettabile non averla mai vista! 

Le origini del borgo risalgono all'Età del Bronzo, ma le prime testimonianze scritte si trovano dal XII secolo.
Grazie alla sua posizione geografica, Dozza ebbe un ruolo strategico per il controllo della via Emilia.
Per questo motivo durante i secoli la famiglia Malvezzi-Campeggi fece costruire robuste mura attorno al borgo.
L'aspetto attuale si definì durante il dominio di Caterina Sforza con le ultime modifiche alle mura.
La famiglia Malvezzi-Campeggi ha vissuto nella Rocca fino al 1960. Oggi è aperta al pubblico e al piano interrato ospita l'Enoteca Regionale dell'Emilia Romagna.

E' sabato pomeriggio e il compagno di viaggio di oggi è Riccardo.
In poco più di venti minuti siamo a Dozza, e ci incamminiamo verso il borgo.
Credetemi, mi sono sentita davvero stupida per non essere mai venuta qui.
Tutti i muri del centro sono affrescati da artisti locali e internazionali che ogni due anni si ritrovano in occasione della "Biennale del Muro Dipinto" e aggiungono nuovi affreschi a quelli già esistenti.
L'atmosfera è magica e sembra di passeggiare in un luogo dove il tempo non esiste. Mi sento una turista giapponese, scatto foto ad ogni affresco, ogni angolo, ogni balcone.

Davanti ad ogni dipinto ci fermiamo qualche istante e la mente gioca di fantasia per carpire il pensiero degli artisti.
Finita la passeggiata, ci dirigiamo all'Enoteca, dentro la Rocca.
L'Enoteca espone e vende una selezione dei vini regionali, dai più conosciuti, come Lambrusco, Sangiovese e Chardonnay, a quelli meno noti, come il Pagadebit, il Burson o il Famoso (Rambela), senza contare i prodotti come Aceto Balsamico di Modena e confetture tipiche della zona.

Dopo aver soddisfatto la vista, è il momento di soddisfare il gusto. Il miglior modo per conoscere un vino è assaggiarlo, e non c'è nulla di meglio che avere un sommelier a spiegare le qualità del vino. 

All'ingresso intanto è iniziato l'assaggio della Cagnina con i Marroni di Castel del Rio per celebrare San Martino.

Alle 18 ritorniamo in Enoteca per la degustazione guidata di tre vini in abbinamento a prodotti tipici del territorio.
Prima di cominciare, il presidente del Consorzio del Marrone di Castel del Rio introduce le caratteristiche del Marrone e le particolari condizioni ambientali in cui si sviluppa la pianta.
Iniziamo assaggiando un bianco, il Famoso, noto anche come Rambela, tipico della zona di Ravenna. E' un vino molto profumato e viene abbinato con una ricotta di pecora.
A seguire, un vino novello da uve di Sangiovese, abbinato a Grana Padano e miele di castagno.
E infine la Cagnina, con una composta di Marroni e Marroni arrostiti. 

Alla fine della degustazione il presidente del Consorzio si ferma qualche minuto a spiegare la situazione critica dei castagneti negli ultimi anni, provocata dalle variazioni climatiche e dagli attacchi della vespa cinese.

Torniamo a casa con qualche bottiglia di vino da bere prossimamente, e ci ripromettiamo di tornare nei prossimi weekend.

 
Come arrivare a Dozza:
Da Bologna, percorrendo la via Emilia verso Imola fino a Toscanella di Dozza, poi girare in via Sabbioso e seguire la strada per qualche kilometro, fino al borgo.

Cosa vedere:
- La Rocca Sforzesca
- L' Enoteca Regionale dell'Emila Romagna e il wine bar
- I muri dipinti nel centro storico

Altre foto di Dozza: