venerdì 29 novembre 2013

Soul kitchen #2 - cous cous con manzo e verdure

Partiamo dalla fine.
Il primo assaggio l'ha fatto la nonna (cuoca per 30 anni) e il commento è stato: "dovresti aprire una cucina!"
Non amo il cous cous, ma l'ho assaggiato e mi sono commossa.
Raramente il cibo mi da queste buone vibrazioni, vista la nostra relazione turbolenta.
Detto questo.... Cous cous speziato con manzo e verdure
Ingredienti per 4 porzioni:
300 gr cous cous
300 gr verdure miste: peperone rosso, melanzana, zucchina
200 gr ceci in barattolo
200 gr carne di manzo ( i carnivori possono metterne un po di più)
500 ml brodo
1 cipolla piccola
80 gr formaggio cremoso ( oppure panna da cucina)
1 cucchiaio di curry in polvere
1/2 cucchiaio di curcuma
Peperoncino
Cumino
Olio, Sale, Pepe
Preparazione:
In una padella soffriggere la cipolla tagliata finemente con un po'di olio.
Aggiungere metà delle spezie, tostare per un minuto quindi versare un mestolo di brodo caldo.
Aggiungere le verdure tagliate a pezzetti e i ceci. Mescolare e lasciar cuocere a fuoco medio.
Nel frattempo tagliare la carne a bocconcini e mescolarla in una ciotola con le spezie rimaste.
Lasciare insaporire per una decina di minuti.
Versare il cous cous in una terrina capiente e coprire con 300 ml di brodo caldo.
Lasciar assorbire per qualche minuto e aggiungere altro brodo se necessario.
Unire la carne alle verdure e aggiungere un altro mestolo di brodo.
Poco prima di terminare la cottura unire il formaggio e mescolare fino a creare un fondo di cottura cremoso.
Sgranare il cous cous con un cucchiaio di olio.
Unire il condimento al cous cous, mescolare e regolare di sale.
Lasciare insaporire qualche minuto e...se siete d'accordo con la nonna condividete!!!!!!
Buon appetito!

lunedì 25 novembre 2013

Soul kitchen - Curry di pollo con riso e verdure

Cucinare è una cura per l'anima.
Cooking is a cure for my soul.
E allora, bando alle ciance, ecco qui una ricettina golosa per rimettersi di buon umore in una giornata piovosa a grigia.
Here is a delicious recipe to get good feeling in a grey and rainy day.
Ingredienti per 2 persone // Ingredients for 2 people:
3 fettine di pollo // 3 chicken breast slices
140 gr riso // 140 gr rice
verdure miste: 1 peperone giallo, 1 peperone rosso, 1 zucchina // 1 yellow bell pepper, 1 red bell pepper, 1 courgette
1 scalogno // 1 shallot
80 gr formaggio spalmabile tipo Philadelphia // 80 gr soft cheese
2 cucchiai di curry in polvere // 2 tablespoons curry powder
750 ml brodo vegetale // 750 ml vegetable consomme
olio, sale q.b. // olive oil, salt
Preparazione // Directions:
Preparare il brodo vegetale in un pentolino e mantenere a temperatura fino al termine della preparazione.
Prepare the consomme in a little pan and keep it heaten till the end of the recipe.
Tagliare finemente lo scalogno.
Chop finely the shallot.
In una padella o wok, scaldare un filo d’olio e rosolare metà scalogno.
Put some oil in a pan (better use a wok) and brown half of the shallot.
Unire 1 cucchiaio di curry e tostare per un minuto.
Add a tablespoon of curry powder and toast it for a minute.
Versare il riso, mescolare e tostare per un altro minuto.
Add the rice, blend it and toast it for another minute.
Versare un mestolo di brodo sul riso, aspettare che si assorba quindi versare altro brodo, fino a cottura completata.
Cover the rice with some consomme, wait for it to absorbe, then add some other, and so on till the rice is cooked.
Mescolare di tanto in tanto per amalgamare le spezie. 
Blend it to mix the spices.
Nel frattempo, tagliare a cubetti di 2 cm le verdure e il pollo.
Meanwhile, chop in 2 cm bite size the chicken and vegetables.
A circa metà cottura del riso unire le verdure e lasciar cuocere.
When the rice is half cooked, add the vegetables and let it cook.
Cospargere il pollo con il curry restante, massaggiarlo e lasciarlo riposare qualche minuto.
Sprinkle the chicken with the remaining curry, blend it and let it rest for some minutes.
In una padella, soffriggere lo scalogno con un filo di olio, quindi unire il pollo e sfumare con un po’ di brodo, per mantenere morbida la carne e facendo attenzione a non restringere troppo il fondo di cottura.
In another, saute the shallots with a little oil, then add the chicken and sprinkle with some consomme to keep the meat soft and taking care not to overly restrict the gravy.
Poco prima di terminare la cottura, unire il formaggio ( metà al pollo, metà al riso), mescolare per amalgamare bene e lasciar riposare un minuto.
Just before you finish cooking, add the cheese (half in the chicken, half in the rice), stir to mix well and let stand a minute.
Se il fondo di cottura è troppo denso è sufficiente aggiungere un po’ di brodo.
If the gravy is too thick, just add some spoons of consomme.
Salare a piacere, se necessario.
Salt to taste, if necessary.


Buon appetito!

lunedì 18 novembre 2013

Il Formaggio di Fossa di Sogliano DOP - Un tesoro nascosto nel tufo


Un grigio sabato mattina non è certo il miglior modo per cominciare una gita, ma siamo temerari e sfidiamo la nebbia.


Destinazione: Sogliano al Rubicone, sulle colline di Cesena, nel cuore della Romagna.
I primi ritrovamenti di insediamenti umani risalgono al 2500 a.C.
Dal punto di vista storico, Sogliano è noto per la dominazione Malatestiana nel Medioevo e per essere citato in alcuni poemi del cittadino onorario Giovanni Pascoli.
Oggi però siamo qui per scoprire un tesoro nascosto nelle rocce sotto le case: il Formaggio di Fossa di Sogliano D.O.P.
L'Unione Europea ha riconosciuto la D.O.P. solo nel 2009, restringendo l'area di produzione del Formaggio di Fossa alle province di Forlì-Cesena, Rimini, Ravenna, Pesaro-Urbino; Ancona; Macerata; Ascoli Piceno e una parte della provincia di Bologna (Borgo Tossignano, Casalfiumanese, Castel San Pietro Terme, Castel del Rio, Dozza, Fontanelice, Imola, Loiano, Monghidoro, Monterenzio, Pianoro).
Le fosse hanno un'origine antica e venivano scavate nella roccia di tufo presente sotto le case, creando dei "pozzi" per conservare le granaglie.
La tecnica del Formaggio di Fossa risale circa al XV secolo e fu scoperta quasi per caso:gli abitanti di Sogliano iniziarono a nascondere il formaggio nelle fosse per salvarlo dalle razzie dei predoni e dagli esattori delle tasse. Solo in seguito si resero conto che l'ambiente della fossa conferiva al formaggio un gusto particolare.


La tecnica di produzione.


Le fosse hanno una forma conica o troncoconica, con profondità e capienza variabili.
La composizione della roccia fa si che la temperatura all'interno rimanga sempre costante.
Prima di collocare il formaggio, la fossa viene foderata con uno strato di paglia, dopodichè le forme sono posizionate nella fossa, all'interno di sacchi bianchi in tessuto naturale, contrassegnati con un lotto di prevenienza. 
Viene posto un altro strato di paglia tra il formaggio e il coperchio della fossa, quindi sigillato con sabbia o gesso.
La sigillatura limita la presenza di ossigeno, permettendo così un processo di fermentazione anaerobica.
Il formaggio rimane a maturare nella fossa per 90 giorni, perdendo fino al 15% del suo peso e cambiando la forma a causa della pressione esercitata dagli strati superiori.
Dopo la sfossatura il formaggio può essere lasciato a maturare per altri 3 mesi.


Il formaggio
Oltre al Formaggio di Fossa di Sogliano D.O.P. troviamo il formaggio stagionato con metodo tradizionale.
La differenza di queste due denominazione è legata alla provenienza del formaggio che, in entrambi i casi, deve avere un minimo di stagionatura di 30 giorni prima dell'infossatura.
Soltanto il formaggio prodotto nelle zone previste dal disciplinare può essere chiamato Formaggio di Fossa di Sogliano D.O.P., altrimenti si deve parlare di formaggio stagionato con il metodo tradizionale di Sogliano.
Alcuni produttori del luogo non approvano il disciplinare, in quanto un formaggio può presentare la denominazione Sogliano D.O.P., anche se infossato a 50 o 100 km di distanza dal paese.
Per questo motivo hanno deciso di rinunciare alla D.O.P. e dedicarsi soltanto alla produzione con metodo tradizionale.
Il formaggio di fossa è prodotto con latte ovino, vaccino o un misto dei due, sia con lavorazione pastorizzata, sia a crudo.
La differenza nel gusto dipende principalmente dal tipo di latte e dal tempo di stagionatura precedente l'infossatura.
In generale, il formaggio vaccino ha un sapore salto e acidulo, con un finale amarognolo.
Il pecorino ha un sapore più aromatico e piccante, mentre il misto pecorino vaccino ha un sapore bilanciato con sentori amarognoli.
Un'altra caratteristica del formaggio di fosssa è l'assenza di crosta, ovvero ogni parte del formaggio è edibile, fatta eccezione per evidenti tracce di grasso in superficie che vanno grattate delicamente.


Come gustare il Formaggio di Fossa di Sogliano D.O.P.
A seconda della stagionatura e del latte con cui è prodotto, il formaggio di fossa si abbina perfettamente con vini, miele e confetture.
L'abbinamento è consigliato con i vini bianchi molto profumati, come il Bianco di Sicilia, la Falanghina o vini sardi, ma anche con vini rossi di carattere come il Sangiovese.
I produttori ci consigliano anche l'abbniamento con un miele delicato come acacia o tiglio. Un miele molto deciso come il castagno o il girasole potrebbero infatti coprire gli aromi del formaggio.
Per quanto riguarda le confetture, l'abbinamento suggerito è con il Savor, la confettura tradizionale fatta con la Saba di Romagna, oppure con fichi caramellati.
Nelle preparazioni gastronomiche il formaggio di fossa trova ampio uso: come ripieno per ravioli e tortelli se con stagionatura breve, oppure grattugiato o a scagliette se di stagionatura più lunga. Da provare in accompagnamento alla carne di agnello.



Album fotografico:


Ringraziamenti:

Riccardo - assistenza logisitca e foto



Ristorante La Gallia, Strigara di Sogliano al Rubicone, +39 0541948603

domenica 17 novembre 2013

Formaggio di Fossa - underground treasures in Sogliano


A foggy Saturday is not the best way to set out on a journey, anyway we start.



Destination: Sogliano al Rubicone, over the hills of Cesena, in the heart of Romagna.
The first evidences of human settlings date back to 2500 B.C., but the village is famous for the Malatesta domination in the Middle Age and for its mentions in Giovanni Pascoli's poems.
But today we are here to discover an underground treasure: Formaggio di Fossa di Sogliano D.O.P., or pit cheese.
In the European Union, Formaggio di Fossa di Sogliano D.O.P. denomination has been recognized since 2009.
The original pit cheese is produced in the area of Forlì-Cesena, Rimini, Ravenna, Pesaro-Urbino; Ancona; Macerata; Ascoli Piceno and part of the Province of Bologna (Borgo Tossignano, Casalfiumanese, Castel San Pietro Terme, Castel del Rio, Dozza, Fontanelice, Imola, Loiano, Monghidoro, Monterenzio, Pianoro).
In the past, pits were excavated inside the houses, in the tuff stone, and used to preserve corn.
The technique of making Formaggio di Fossa dates back to the 15th century. Originally, people used to hide the cheese in the pits from pillagers and taxmen, when they discovered the particular taste that the pit gave to the cheese. 


The processing technique.


Pits have a conic shape and they're stuffed with straw before the placement of the cheese.
The cheese is matured at least 30 days before the laying in the pits. 
Then, it is wrapped in cloth bags and placed in the pit, which is then closed off entirely while the cheese matures for an additional 90 days. 
The sealing of the pit limits the oxygen available to the cheese, enabling a process of anaerobic fermentation.
During the staying in the pits, the cheese can lose up to 15% of its weight and change its shape beacuse of the pression of the other cheese. After being removed from the pit, the cheese is allowed to ripen for an additional three months.


The cheese.
Besides Formaggio di Fossa di Sogliano, we have to talk about the pit cheese matured with the traditional technique.
The difference is in the provenience of the cheese: if the cheese comes from an area external to the one recognized by the denomination, it can't be called Formaggio di Fossa di Sogliano, but pit cheese matured with the traditional Sogliano technique. 
Some producers are not happy about this denomination, as a cheese can be called "di Sogliano" even if it has matured 50 km away from the village, so they have decided to renounce the D.O.P. denomination, but producing with the traditional technique.
The original pit cheese is made with cow's or sheep's milk or mixed cow's and sheep's milk, and it can be pasteurised or unpasteurised.
The main difference is in the taste, also depending on the time of seasoning before the laying in the pits. 
In general, the cow's cheese has a salty and sourish flavour, with a bitter final note, the sheep's cheese has an aromatic and spicy flavour, and the mixed cheese has a balanced flavour, with a bitterish taste.
Moreover, the cheese doesn't presents any distinction between the rind and the pulp, so every part is edible, except in case of spots of fat on the surface that can be gently scraped off.


How to taste Formaggio di Fossa di Sogliano D.O.P.
Depending on the seasoning and the milk used, the cheese matches perfectly with wines, honey and preserves.
These cheese matches with flavoured white wines, such as Rambela, Falanghina, or Bianco di Sicilia, or Sardinian wines, but also strong red wines such as Sangiovese di Romagna.
Producers suggest to taste them also with delicated honey, for example acacia and linden. Avoid the combination with chestnut and sunflower honey, as they have a strong flavour, so it would cover the cheese aromas.
About preserves and jams...try it with Savor, or Fig Caramels.
The pit cheese is perfect in food preparations, such as tortelli or gnocchi, but also with lamb meat.




More photos:


Thanks to:
Riccardo - GPS and photo assistant 




Ristorante La Gallia, Strigara di Sogliano al Rubicone, +39 0541948603

lunedì 11 novembre 2013

Dozza, meraviglie dietro l'angolo di casa



Non avrei mai pensato di rimanere incantata da luoghi così vicini a casa.
Dozza è un piccolo borgo sulle colline tra Imola e Bologna.
Ogni mattina mentre guido verso l'ufficio vedo la Rocca sulla cima della collina e, considerando che i turisti arrivano dall'estero per visitarla, è praticamente inaccettabile non averla mai vista! 

Le origini del borgo risalgono all'Età del Bronzo, ma le prime testimonianze scritte si trovano dal XII secolo.
Grazie alla sua posizione geografica, Dozza ebbe un ruolo strategico per il controllo della via Emilia.
Per questo motivo durante i secoli la famiglia Malvezzi-Campeggi fece costruire robuste mura attorno al borgo.
L'aspetto attuale si definì durante il dominio di Caterina Sforza con le ultime modifiche alle mura.
La famiglia Malvezzi-Campeggi ha vissuto nella Rocca fino al 1960. Oggi è aperta al pubblico e al piano interrato ospita l'Enoteca Regionale dell'Emilia Romagna.

E' sabato pomeriggio e il compagno di viaggio di oggi è Riccardo.
In poco più di venti minuti siamo a Dozza, e ci incamminiamo verso il borgo.
Credetemi, mi sono sentita davvero stupida per non essere mai venuta qui.
Tutti i muri del centro sono affrescati da artisti locali e internazionali che ogni due anni si ritrovano in occasione della "Biennale del Muro Dipinto" e aggiungono nuovi affreschi a quelli già esistenti.
L'atmosfera è magica e sembra di passeggiare in un luogo dove il tempo non esiste. Mi sento una turista giapponese, scatto foto ad ogni affresco, ogni angolo, ogni balcone.

Davanti ad ogni dipinto ci fermiamo qualche istante e la mente gioca di fantasia per carpire il pensiero degli artisti.
Finita la passeggiata, ci dirigiamo all'Enoteca, dentro la Rocca.
L'Enoteca espone e vende una selezione dei vini regionali, dai più conosciuti, come Lambrusco, Sangiovese e Chardonnay, a quelli meno noti, come il Pagadebit, il Burson o il Famoso (Rambela), senza contare i prodotti come Aceto Balsamico di Modena e confetture tipiche della zona.

Dopo aver soddisfatto la vista, è il momento di soddisfare il gusto. Il miglior modo per conoscere un vino è assaggiarlo, e non c'è nulla di meglio che avere un sommelier a spiegare le qualità del vino. 

All'ingresso intanto è iniziato l'assaggio della Cagnina con i Marroni di Castel del Rio per celebrare San Martino.

Alle 18 ritorniamo in Enoteca per la degustazione guidata di tre vini in abbinamento a prodotti tipici del territorio.
Prima di cominciare, il presidente del Consorzio del Marrone di Castel del Rio introduce le caratteristiche del Marrone e le particolari condizioni ambientali in cui si sviluppa la pianta.
Iniziamo assaggiando un bianco, il Famoso, noto anche come Rambela, tipico della zona di Ravenna. E' un vino molto profumato e viene abbinato con una ricotta di pecora.
A seguire, un vino novello da uve di Sangiovese, abbinato a Grana Padano e miele di castagno.
E infine la Cagnina, con una composta di Marroni e Marroni arrostiti. 

Alla fine della degustazione il presidente del Consorzio si ferma qualche minuto a spiegare la situazione critica dei castagneti negli ultimi anni, provocata dalle variazioni climatiche e dagli attacchi della vespa cinese.

Torniamo a casa con qualche bottiglia di vino da bere prossimamente, e ci ripromettiamo di tornare nei prossimi weekend.

 
Come arrivare a Dozza:
Da Bologna, percorrendo la via Emilia verso Imola fino a Toscanella di Dozza, poi girare in via Sabbioso e seguire la strada per qualche kilometro, fino al borgo.

Cosa vedere:
- La Rocca Sforzesca
- L' Enoteca Regionale dell'Emila Romagna e il wine bar
- I muri dipinti nel centro storico

Altre foto di Dozza: